Truma in concerto a Chioggia

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Vi è mai capitato di viaggiare in terre lontane, vedere persone recitare la loro routine, e riconoscere nelle facce di chi, apparentemente, è tanto diverso lo stesso sguardo del vecchio che vive nel paesino in cui abitate?

Ebbene anche un viaggiatore non esperto noterà di certo, che possono cambiare le architteture, la cultura e le usanze. Ma le persone non cambiano. Il pescatore di Danzica pensa e sopravvive con gli stessi stratagemmi ed espedienti adottati dai nostri nonni e dai nostri padri. Allora cosa ci rende davvero diversi se non la nostra lingua? Presentando il dialetto di una città nei moderni canali di comunicazione è possibile dare lustro ad una città e ad una cultura intera, nel “villaggio globale” , che tende sempre più a disumanizzarci, standardizzando le nostre emozioni. Se alle 21.30 del 5 Maggio eravate all’auditorium San Niccolò ad attendervi c’era un alta marea di emozioni e atmosfere. Con la musica popolare/folk dei Truma si respirava il salso della laguna, si sentivano i gabbiani cantare nel porto, l’odore del pesce cucinato nelle rive, si percepiva Chioggia in tutta la sua magia e il suo splendore. Dopo una brillante introduzione a cura del maestro Renzo Cremona, autore de “El ciosoto”, webserie dedicata alla lingua chioggiotta, i Truma hanno suonato tutto il loro omonimo album fra gli applausi commossi delle persone. Noi quella sera c’eravamo e ora vogliamo proporvi un’intervista che abbiamo realizzato al leader dei Truma, Riccardo Vianello.

di Lorenzo Marcato